In un tempo segnato da incertezze strutturali, fare impresa significa non inseguire il cambiamento, ma saperlo governare.
In questa intervista a Life di Qi, Angelica Donati ha approfondito cosa voglia dire oggi appartenere a una nuova generazione imprenditoriale: assumersi la responsabilità di traghettare un sistema verso il futuro.
“La mancanza di pianificazione non è solo un limite operativo: è uno dei principali freni alla crescita del Paese. Quando invece esiste una visione – come dimostrato dal PNRR – le imprese sanno rispondere con forza, competenza e resilienza.
Nel settore delle costruzioni questo tema è ancora più evidente. Qui il successo deve essere misurato in termini economici ma anche sociali: le imprese sono comunità, e le loro scelte incidono direttamente sulla vita delle persone, delle famiglie e dei territori. Per questo oggi il vero risultato è la capacità di generare impatto positivo, coesione sociale e valore duraturo, trasformando l’azienda in un collante civile oltre che produttivo.
La rigenerazione urbana, in questa prospettiva, non è un’operazione immobiliare: è “rigenerazione sociale”. Fare placemaking significa creare spazi fisici e allo stesso tempo architettura sociale, con progetti inclusivi, sostenibili e condivisi, in cui pubblico e privato lavorano insieme per trasformare la città in uno strumento di civiltà. Alle nuove generazioni di imprenditori spetta il compito di trasformare il nostro lavoro nel motore di un’innovazione concreta, per creare imprese resilienti e capaci di generare valore”.

